“Se Forza Italia vota col Pd qualcosa non va…”

Alle prossime elezioni comunali il centrodestra prova a presentarsi come una famiglia unita. Ma non è detto. Fratelli (d’Italia) potrebbero staccarsi dal resto della famiglia e andare per conto proprio. Pesa la confusione dentro Forza Italia e l’atteggiamento degli azzurri in provincia, vicini al Pd.

A giugno sono 21 i comuni chiamati al rinnovo. Alberto Cataldi (FdI) è per andare tutti insieme. Se possibile, altrimenti ognuno per la sua strada.

Com’è la situazione nel centrodestra in vista del voto?
“Ovviamente – dice Cataldi – siamo per l’alleanza con Forza Italia e Salvini, ma come già Fusco ha avuto modo di sottolineare, non è detto. Lo diciamo anche noi. Stiamo lavorando per l’aggregazione. Come partito, in realtà tipo Gallese, Corchiano, Soriano, Orte stiamo andando bene, molto presenti e al lavoro per le amministrative. Il lavoro fatto in provincia sta dando i suoi frutti, tante persone e tante associazioni si sono avvicinate, il modello di FdI piace, partito concreto e compatto”

Con gli alleati come procede?
“Di certo non possiamo aspettare le beghe tutte interne a Forza Italia, che stanno rallentando le intese. Un dato è certo, siamo nel centrodestra e in questo ambito lavoriamo per le alleanze. Non ci sposteremo a sinistra, ma allo stesso tempo non aspetteremo per sempre”.

Altre intese sempre a destra sono possibili?
“Solo col mondo civile, con persone che abbiano a cuore il loro paese”.

Lei è consigliere provinciale, a palazzo Gentili qualche problema con Forza Italia c’è.
“E’ di natura politica. Sandrino Aquilani per l’ennesima volta ha di fatto sostenuto il centrosinistra. A Civita Castellana, FI non ha parlato assolutamente dello scandalo in seno all’amministrazione, e all’ultimo consiglio ha votato con la maggioranza, astenendosi addirittura su un punto chiave come il piano triennale di prevenzione sulla corruzione. C’è un disegno più ampio d’intesa? Se Forza Italia comincia a votare con il Partito democratico, qualcosa non va”.

Il presidente Mauro Mazzola: come valuta il suo operato?
“In provincia fa il podestà. Interpreta il regolamento a piacimento. Quando come opposizione gli chiediamo di avere qualche giorno prima i documenti del consiglio,si appella al regolamento secondo cui che si possono consegnare fino a 24 ore prima, poi, quando gli abbiamo fatto presente di convocare la conferenza dei capigruppo, ci ha risposto che il regolamento è annullato dal decreto del Rio. Delle due una, o il regolamento c’è sempre o non c’è mai”.

Come vede la nuova amministrazione provinciale, lei che è stato per una parte di consigliatura anche nell’ultima vecchia maniera?
“La provincia è morta, si va avanti con quello lasciato dalla precedente amministrazione. Non ci sono soldi, hanno tagliato tutto, non ha ragione d’esistere. La nostra proposta è sempre valida, dimettiamoci tutti insieme, diamo un segnale vero. La politica deve ridisegnare l’ente. La regione è sempre più distante e romano centrica e non riesce certo a gestire i territori periferici come la Tuscia”.

Giuseppe Ferlicca

Fonte: http://bit.ly/1SbAZy7

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