Riforma carceraria, il ministro Bonafede adotti soluzioni concrete invece di fare chiacchiere

Ancora un grave episodio nel carcere di Mammagialla, dove un detenuto si è scagliato contro due agenti che lo stavano riportando in cella provocando loro delle ferite.

Quello di oggi è solo l’ultimo degli episodi di violenza a danno degli operatori che si consumano, periodicamente, nella casa circondariale, nel più assoluto silenzio.

Qualche giorno fa, dopo la pronuncia del Consiglio Europeo sulla grave situazione dei detenuti nel penitenziario, c’è stata una lunga catena di dichiarazioni di istituzioni, associazioni e politici a difesa dei reclusi.

Quando a subire violenza sul posto di lavoro invece è un agente, cambia, improvvisamente, il metro di giudizio ed è evidente la disparità di considerazione nei confronti di chi, ogni giorno, si trova a dover fronteggiare situazioni di estrema pericolosità sociale.

La situazione del carcere di Mammagialla, con una media di 560 reclusi rispetto ai 432 consentiti, è al livello massimo di criticità ed è ormai giunto il momento di prendere provvedimenti seri ed adeguati che arrivino al cuore del problema.

Il ministro Bonafede, assai bravo con le chiacchiere, dimostri altrettanta solerzia anche con i fatti ed adotti delle misure immediate.

Tra i primi provvedimenti consigliamo l’abolizione dell’istituto della “vigilanza dinamica”, introdotta dai suoi alleati del Pd che, introducendo un regime di celle aperte in un contesto gravemente condizionato dalla carenza di personale, ha rivelato tutte le sue debolezze.

Il guardasigilli sostiene che gli agenti penitenziari non sono di serie B e allora lo dimostri con i fatti: aumenti l’organico, migliori le condizioni di servizio dei poliziotti ed avvii, finalmente, quella riforma dell’ordinamento penitenziario attesa da anni.

Comments are closed.

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑

WhatsApp chat