“Paolo Borsellino vive”.

Uno striscione, un corteo silenzioso e un semplice, ma fortissimo messaggio: “Paolo vive”.Ieri sera militanti e simpatizzanti di Fratelli d’Italia hanno sfilato per le vie del centro di Viterbo per ricordare il giudice Paolo Borsellino, a 21 anni dal tragico attentato che lo uccise insieme alla sua scorta.Una fiaccolata partita da piazza Martiri d’Ungheria e poi proseguita per via Marconi, piazza del Teatro, corso Italia, piazza delle Erbe, via Roma, via San Lorenzo, piazza della Morte e, infine, piazza San Lorenzo. Qui, sotto la splendida cornice di palazzo papale, è stato disteso un lungo tricolore ai piedi dello striscione “Paolo vive” che è stato circondato dalle tantissime lanterne accese tenute in mano dai ragazzi del corteo. Tra i militanti c’erano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Gianluca Grancini e Luigi Maria Buzzi, e poi Mauro Rotelli e il portavoce provinciale Paolo Bianchini che si è soffermato sul senso dell’evento in ricordo di Borsellino. “E’ doveroso per noi ricordare la figura del giudice ucciso dalla mafia – ha detto Bianchini – perché i suoi insegnamenti continuano a vivere in noi e la fiaccolata di stasera è uno dei tanti esempi che mostrano quanto gli siamo riconoscenti. La lotta contro la mafia non può e non deve fermarsi. La legalità e i valori in cui credeva Borsellino sono anche i nostri”. Durante la fiaccolata, il corteo si è fermato tre volte per leggere alcuni passi fondamentali dei tanti insegnamenti del giudice ucciso nella strage di Via D’Amelio. “La lotta alla mafia – diceva Borsellino in uno dei suoi celebri interventi – doveva essere un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale e dell’indifferenza”.

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