Mantuano (FdI): “Arsenico, 22 impianti completatati e 14 da ultimare”

Arsenico, ecco la situazione degli impianti al 30 settembre secondo la regione, che ha scritto a provincia e amministrazioni interessate alla messa in funzione dei dearsenificatori nella fase uno. Ventidue quelli portati a termine, quattordici quelli da completare. Di questi ultimi, cinque sono in zone con concentrazioni della sostanza comprese fra 10 e 20 microgrammi per litro e otto superiore a venti. Un solo impianto è completato per l’arsenico, ma non per i fluoruri.

“Per 22 fonti in undici comuni: Blera, Canino, Capranica, Castel Sant’Elia, parte di Civita Castellana, Fabrica di Roma, Nepi, Ronciglione e Vetralla, quindi Sutri, Tuscania, Viterbo e – si legge nella missiva – gli impianti sono in funzione e l’acqua è idonea per il consumo umano”.

Anche se: “L’ultimazione degli interventi – si precisa nella lettera – non garantisce la potabilità dell’acqua per l’intero comune, in quanto vi potrebbero essere interventi da realizzare in seconda fase”.

Un appunto contro cui si è schierato il capogruppo Fratelli d’Italia Gianluca Mantuano: “E’ una situazione assurda – sostiene Mantuano in consiglio provinciale leggendo la comunicazione – dobbiamo intervenire per tutelare i cittadini e l’ente che rappresentiamo, anche con il nostro ufficio legale”.

Mantuano propone un ordine del giorno, ma fra i banchi, tanto della maggioranza quanto dell’opposizione ci sono pochi consiglieri. Per protesta ritira il documento. Lo ripresenterà alle prossime sedute. Sperando in una partecipazione più numerosa.

La lettera della regione prosegue ricordando che per sei fonti, nei comuni di parte di Civita Castellana, Villa san Giovanni in Tuscia, Grotte di Castro, Mazzano e Bagnoregio – Civitella D’Agliano, le opere non sono ultimate: “Ma le concentrazioni – si legge – di arsenico e fluoruri sono inferiori rispettivamente a venti microgrammi per litro e a due e mzzo per litro”.

Quindi rientrano nella seconda fase, ovvero l’acqua così com’è può essere utilizzata fino al 31 dicembre 2014”.

In altri sei comuni, Carbognano, Farnese e quindi parte di Fabrica di Roma, Nepi, Vetralla e Ronciglione, gli impianti non sono ultimati e l’acqua non è idonea all’uso umano.

Ci sono poi impianti ancora non accesi al 30 settembre e per i quali sono state registrate criticità: “A Carbognano – ricordano dalla regione – sono in corso i lavaggi e nel giro di cinque giorni sarà attivato.

A Fabrica di Roma, in località Quartaccio, al momento dell’accensione la potenza elettrica è insufficiente. Serve un aumento. Tempo previsto due giorni, con eventuale posizionamento di un gruppo elettrogeno.

Ma i tempi si allungherebbero fino a dieci giorni. Stesso problema e stessa tempistica a Farnese.

A Nepi – Varano, ritardo di cinque giorni nell’avvio rispetto alla scadenza del 30 settembre, a Vetralla – Noce sono in corso i collegamenti elettrici e idraulici. Tempo previsto una settimana, mentre a Cinelli i tempi si riducono a cinque giorni.

Comments are closed.

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑

WhatsApp chat