Mai più Atac o per la Roma Nord sarà la fine

 

Incuria e degrado.

Lo stato vergognoso della stazione della Roma Nord a Viterbo è emblematica del fallimento della “cura del ferro” di  Zingaretti e dello stato rovinoso in cui si trova l’Atac, società che gestisce la linea.

“Una tratta che collega Roma a Viterbo e che, in condizioni diverse potrebbe rappresentare un vero e proprio volano per il turismo e l’economia della Città dei Papi versa invece in una situazione che definire cadente è un eufemismo” – ha dichiarato il deputato di Fdi, Mauro Rotelli, all’apertura della conferenza sul tema che ha visto la presenza del consigliere regionale Fdi, Giancarlo Righini, del capogruppo Fdi al Comune di Viterbo, Paolo Bianchini e del Portavoce FdI-Civita Castellana, Alberto Cataldi.

“Sotto i colpi di Atac sta letteralmente morendo uno snodo strategico, insieme agli immobili di pertinenza, nel completo abbandono, e agli spazi inutilizzati che, ad esempio, potrebbero essere usati come parcheggio.”

“Oltre a queste problematicità – ha aggiunto Alberto Cataldi –  la tratta Roma-Civita Castellana – Viterbo patisce anche lo smembramento dei vari tronconi, in seguito ai quali è stata dismessa la stazione di Civita Castellana ed i passeggeri sono costretti ad una “migrazione” da un treno all’altro nello snodo di Catalano, che si trova in una zona di aperto isolamento e senza nemmeno la biglietteria.

Tutto ciò a fronte di un aumento costante del 30% dei fruitori del servizio.

La metro leggera promessa da Zingaretti in località Pian Paradiso è rimasta un sogno, in barba ai progetti di rilancio e di sviluppo vagheggiati da una Giunta Regionale assente.”

“Lo scempio della ferrovia – ha proseguito Paolo Bianchini – rappresenta una perdita enorme per il territorio in termini di economia e di sviluppo turistico.

Valorizzando infatti una linea così importante si potrebbe pensare ad un conseguente rilancio di un settore fondamentale per la nostra città, da sempre penalizzata per un servizio di collegamento con la Capitale pressoché inesistente.”

“Anche la progressiva “desertificazione” dei centri storici potrebbe essere efficacemente limitata da un potenziamento dei trasporti – ha concluso il consigliere regionale Righini – il problema che i finanziamenti stanziati dalla Regione vengono utilizzati da Atac per sanare una condizione debitoria cronica. I mancati investimenti in termini di innovazione tecnologica completano il quadro già di per sé desolante.

Nel 2019 scade il periodo di gestione dell’Atac. Speriamo sia la volta buona per imprimere una svolta decisiva ad una condizione di completo abbandono.”

 

 

 

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