“La buona scuola”? Un fallimento di Renzi da abolire.

La segretaria della Uil Scuola Silvia Somigli ha chiamato i candidati alle prossime elezioni politiche e regionali a ragionare sul tema della scuola, avanzando una serie di domande che meritano una risposta puntuale.

Partiamo da un dato che riteniamo incontrovertibile e che è alla base della nostra proposta di riforma del sistema scolastico: il fallimento della riforma approvata dal Governo Renzi e nota come “Buona scuola”.

Sarebbe fin troppo facile ironizzare sul termine buona per accompagnare una riscrittura del ruolo dell’istituzione scolastica che ha regalato come risultato aumento della precarietà e abbassamento della qualità dell’offerta formativa.

L’argomento però è troppo serio per ridurlo ad una disputa sulla scelta del nome con cui chiamare un progetto che di buono ha mostrato di aver poco.

La scuola, nella proposta politica di Fratelli d’Italia, rappresenta uno degli assi strategici su cui ricostruire la nostra

nazione a partire dall’abolizione della “buona scuola” renziana.

L’asse attraverso cui riaffermare i valori di cui ci sentiamo portatori e che fanno del merito il cardine attorno a cui costruire una proposta formativa all’altezza dei nostri tempi.

Abbiamo chiaro quanto il mondo sia cambiato nel corso di questi ultimi anni, ed in particolare negli ultimi dieci.

Il diffondersi delle tecnologie di rete, la possibilità di attivare strumenti e metodi nuovi di accesso al sapere, se da un lato ha modificato la struttura delle nostre conoscenze, dall’altro necessita di un intervento di profonda ridefinizione del ruolo dei docenti che di questo processo devono diventare protagonisti insieme ai ragazzi. In questo contesto, al sindacato spetta il ruolo fondamentale di proposta, confronto e mediazione.

Ruolo confortato dall’essere giornalmente in campo affinché, pur tra mille difficoltà, la scuola mantenga il ruolo assegnatole dalla costituzione. La scuola è la prima agenzia di socializzazione che bambini e adolescenti incontrano nel loro cammino verso l’età adulta e deve rafforzare il proprio ruolo istituzionale a partire dalla certezza per i docenti e per gli alunni della continuità didattica per ogni ciclo scolastico e il superamento definitivo della precarietà come metodo per governare la scuola stessa.

Le sfide che abbiamo di fronte non consentono di attendere oltre.

Mauro Rotelli – Laura Allegrini – Giampiero Monti

Fratelli d’Italia

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