Granelli (FDI) : “Viterbo diventi modello da seguire”

Le proposte rivolte da Mattioli, Scipio e Laurenti a chi amministrerà Viterbo nei prossimi cinque anni meritano la massima attenzione nel confronto sull’idea di città che ci impegnamo a realizzare, chi in veste di candidato sindato e chi, come me, in qualità di candidata al consiglio comunale.

Certamente la prospettiva auspicata dai nostri illustri concittadini implica il lavoro di più di un quinquennio, ma per raggiungere la meta si deve iniziare a camminare. Si deve smuovere la città dall’immobilismo in cui è piombata (o ripiombata), in un mondo che invece si muove a velocità estrema.

Io sono convinta che non debba cambiare Viterbo, ma il modo di amministrarla. Se, subito dopo essermi laureata in Lingue all’università della Tuscia, ho deciso di trasformare in un’attività ricettiva la torre medievale in cui la mia famiglia vive da oltre un secolo, è perché credo nelle potenzialità di Viterbo.

Per storia, arte, collocazione geografica, varietà del paesaggio, tradizioni folkloristiche, religiose ed enogastronomiche la nostra città ha in sé tutte le potenzialità che le consentirebbero di sviluppare enormemente la propria economia e offrire opportunità di occupazione ai suoi giovani.

Chi, come me, lavora in ambito turistico vive quotidianamente le difficoltà causate dall’incuria e dall’assenza di una programmazione amministrativa integrata e complessiva. Basterebbe leggere le recensioni di san Pellegrino lasciate sul portale Tripadvisor: anche chi ne ha elogiato le architetture, lo ha descritto come un quartiere sporco e pericoloso dopo il tramonto.

Di certo i mali di cui soffre Viterbo non sono solo colpa di chi l’ha amministrata, ma deve essere compito dei nuovi amministratori incentivare lo spirito civico dei cittadini e ritessere lo spirito di comunità che alimenta la cura dei luoghi.

Servono iniziative concrete, incentrate sulla fornitura di servizi e con un’ottica che abbracci ogni ambito: dal decoro urbano alla promozione, dalla segnaletica ai collegamenti, dalla sicurezza alla realizzazione di progetti culturali di ampio respiro e non limitati all’evento.

Penso, ad esempio, all’allestimento di un sito web comunale che consenta un marketing territoriale su scala nazionale e permetta la prenotazione di soggiorni nelle strutture ricettive autorizzate del capoluogo e l’acquisto di biglietti di teatri, musei e mostre, o all’organizzazione di navette che colleghino il parcheggio di Valle Faul con il centro storico e con i principali luoghi d’interesse fuori dalle mura: il duomo della Quercia, villa Lante, Ferento, San Martino, per citarne alcuni.

Penso anche al recupero di aree centrali provate dalla crisi economica e in via di degrado, come via Saffi, Corso Italia e strade limitrofe, e a un piano di restauro delle fontane, tesaurizzando le risorse costituite dai laureati e laureandi dell’Università della Tuscia.

Per non parlare della valorizzazione della Via Francigena, attraverso un’opera di rinnovamento della segnaletica, di una costante manutenzione del tragitto e dell’istituzione di punti di ristoro del pellegrino, già presenti in altri tratti del cammino di fede.

Queste sono solo alcune delle idee da realizzare. Viterbo può prendere esempio da altre realtà, ma con l’ambizione di diventare modello da seguire.

Giulia Maria Granelli, imprenditrice turistica
Candidata al consiglio comunale di Viterbo per Fratelli d’Italia

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