Giunta Regione Lazio: Zingaretti parte subito con il piede sbagliato

Parla di grande rinnovamento, ma a nostro avviso il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, parte subito con il piede sbagliato e fa capire sin dalle prime battute quale ruolo da comparsa avrà la Tuscia nella gestione del Lazio dei prossimi cinque anni.
L’assenza di un rappresentante del territorio viterbese nella giunta regionale è, al di là di qualsiasi altra considerazione, soprattutto un’occasione persa. Un’opportunità mancata per lavorare nell’interesse di una provincia che avrebbe bisogno di un altro tipo di considerazione.
E dire che nello schieramento di centrosinistra che ha vinto le elezioni rappresentanti di peso provenienti dal Viterbese e meritevoli di rappresentare il proprio territorio in giunta ce ne erano eccome. Pensiamo a Riccardo Valentini, docente universitario e studioso di fama internazionale, voluto nel proprio listino dallo stesso Zingaretti.
Le quasi 15mila preferenze ottenute da Enrico Panunzi, poi, avrebbero certamente meritato un riconoscimento maggiore: diventa quasi doveroso in questi casi conferire un ruolo di primo piano al rappresentante di una provincia capace di catalizzare così tante preferenze.
Ma tant’è, queste sono le scelte del centrosinistra che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non cambiano mai: nel 2005, infatti, con Piero Marrazzo presidente anche l’allora consigliere Giuseppe Parroncini, forte di quasi 13mila voti presi nella nostra provincia, non fu ritenuto degno di rappresentare la Tuscia in giunta se non solo a una manciata di settimane dal ritorno alle urne.Cambiano gli uomini ma gli schemi del centrosinistra sono sempre quelli, e a farne le spese è sempre il territorio viterbese.
Un’ultima riflessione va fatta sulla scelta di Zingaretti di nominare tutti assessori esterni. Quando tale decisione fu presa in parte anche dalla ex presidente Renata Polverini, l’allora governatrice fu coperta di critiche secondo le quali in quel modo si sarebbe generato un aumento dei costi della politica.
Oggi Zingaretti ha fatto lo stesso, anzi peggio, con una giunta composta da soli membri non eletti. La celebrazione dell’intellighenzia esterna posta al governo del Lazio impedisce però ai più di levare una voce critica sull’odierno aumento di costi della politica, che di fatto vanifica la diminuzione dei componenti dal consiglio regionale da 70 a 50 componenti.
Le risorse pubbliche destinate agli assessori esterni appartengono anche ai cittadini della Tuscia, i quali però stavolta non avranno purtroppo un proprio rappresentante territoriale nella nuova giunta. Un vero peccato.

Gianluca Mantuano
Capogruppo Fratelli d’Italia al Consiglio provinciale di Viterbo

Bruno Capitoni
Capogruppo Pdl al consiglio provinciale di Viterbo

Francesco Bigiotti
Capogruppo UDC al Consiglio provinciale di Viterbo

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