Fratelli d’Italia sul sociale

Innanzi tutto ci teniamo a ringraziare Raffaella Valeri per l’attenzione alle nostre proposte.
Gli apprezzamenti, i commenti e, perché no, anche le critiche vanno sempre prese in considerazione e valutate.
Ci dispiace però per il tono astioso con il quale la Valeri si è espressa nei nostri confronti.
Tuttavia ripetiamo che siamo aperti al dialogo che valuteremo tutte le proposte per la città di Viterbo che arriveranno da ogni realtà politica anche perché ci auguriamo che da queste si partirà nei prossimi consigli comunali. 
Entrando nel merito, sappiamo benissimo cosa siano i piani di zona. Strumenti già consolidati e di cui, per altro, il Comune di Viterbo è stato addirittura promotore e precursore.
Ricordiamo che Viterbo è il Comune capofila del distretto Vt3 composto oltre che dal capoluogo da Vitorchiano, Celleno, Soriano nel Cimino, Canepina, Bomarzo, Orte e Bassano in Teverina e lo fu ancor prima degli altri in maniera sperimentale. 
Quel distretto, nel quale erano presenti Comuni governati da compagini politiche anche molto diverse tra loro, è riuscito a mettere in campo progetti e iniziative molto importanti per il tessuto sociale. Basterebbe chiedere all’attuale consigliere regionale Enrico Panunzi, allora sindaco di Canepina, quanto e cosa quel piano di zona è riuscito a fare.
Il nostro Piano Regolatore per il Sociale vuole però andare ben oltre quanto già fatto con i piani di zona proprio perché con il passare del tempo le esigenze cambiano o aumentano e questo nuovo progetto è la risposta alle istanze presentate dai rappresentanti del mondo del sociale che Fratelli d’Italia ha incontrato presso la propria sede.
La replica ci pare quindi una presa di posizione ideologica, non suffragata dai fatti oggettivi e non approfondita. Ad un’analisi più attenta, infatti, non sarebbe sfuggito che in questo nostro Piano Regolatore Sociale ci sono delle importanti novità tra le quali i due progetti per gli anziani, quello denominato “Casa sicura” e quello che li invita a prendere in casa degli studenti universitari per avere in cambio aiuti pratici, un progetto per una “Casa dei papà” per i divorziati con figli che non sanno più dove andare, l’iniziativa del crowdfunding cittadino con la quale il Comune di Viterbo gestisca le informazioni e le necessità dei vari soggetti sociali e, infine, l’idea di offrire una percentuale minima (ad esempio il 5%) di beni e servizi alle cooperative di tipo B, quelle che hanno al loro interno persone che vengono da categorie svantaggiate.

Fratelli d’Italia Viterbo

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