Immigrazione, Identità, Tasse, Made in Italy, Economia Nazionale

Immigrazione, Identità, Tasse, Made in Italy, Economia Nazionale

4 – CONTRASTO ALL’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE E NO ALLO IUS SOLI.
Controllo delle frontiere e blocco navale con rimpatrio immediato a seguito di accordi con gli Stati del nord Africa.
Espulsione dei clandestini e stop al business dell’accoglienza. Abolizione dell’anomalia solo italiana della concessione indiscriminata della sedicente protezione umanitaria e asilo solo per donne, bambini e nuclei familiari che fuggono veramente dalla guerra.
Quote di immigrazione regolare attraverso il decreto flussi solo per nazionalità che hanno dimostrato di integrarsi e che non creano problemi di sicurezza.
Prima gli italiani nell’accesso ai servizi sociali e alle case popolari.
No allo ius soli e a ogni forma di automatismo nell’ottenimento della cittadinanza.
Promozione di un piano internazionale d’investimenti in Africa per combattere fame e povertà e limitare la spinta all’emigrazione.

5 – TUTELA DELLA NOSTRA IDENTITÀ DAL PROCESSO DI ISLAMIZZAZIONE.
Divieto di finanziamento di luoghi di culto da parte di Stati fondamentalisti.
Contrasto al proselitismo integralista che alimenta il terrorismo e introduzione del reato di integralismo islamico. Albo degli imam e obbligo di sermoni in italiano.
Nessun cedimento a chi vorrebbe eliminare i simboli della nostra tradizione cristiana, vietare
il presepe o rimuovere i crocifissi dai luoghi pubblici.
Tetto al numero massimo di alunni stranieri per classe e politiche di integrazione che non portino alla nascita di quartieri ghetto sul modello delle banlieue parigine.
Attenzione e sostegno alle comunità cristiane discriminate e perseguitate nel mondo.

6 – MENO TASSE E MENO BUROCRAZIA.
Meno Stato negli ambiti non essenziali.
Meno burocrazia, semplificazione normativa e della macchina amministrativa.
Divieto di utilizzo di termini stranieri negli atti ufficiali e normativi.
Ammodernamento della Pubblica Amministrazione e introduzione di una reale meritocrazia.
Lotta agli sprechi.
Tetto alle tasse in Costituzione e calendario fiscale: ogni nuova o maggiore tassa deve essere introdotta con un preavviso di almeno due anni.
Deficit dello Stato ammesso solo per finanziare investimenti pubblici.
Basta con lo Stato vessatore e con l’oppressione fiscale: riforma del contenzioso tributario con cancellazione dell’aberrazione dell’inversione dell’onere della prova.
Pace fiscale per tutti i piccoli contribuenti che si trovano in condizioni di difficoltà economica attraverso un concordato generalizzato.
Abolizione reale degli studi di settore e della “scissione dei pagamenti IVA” per PMI e liberi professionisti.
Innalzamento del “regime dei minimi” a 50mila €.
Abolizione del tetto all’uso del contante.
Risarcimento economico in caso di cartelle o bollette “pazze”.
Lotta all’evasione a partire da quella delle grandi imprese e delle banche.
Flat tax da subito al 15% per famiglie e imprese sul reddito incrementale rispetto all’anno precedente e successivamente per l’intero reddito prodotto.

7 – FORTE DIFESA DEL MADE IN ITALY E DELLE NOSTRE IMPRESE.
Politica economica basata sulla difesa del lavoro, dell’industria e dell’agricoltura italiani da concorrenza sleale e direttive UE penalizzanti.
Sostegno alla produzione industriale e agricola riconoscibile come marchio Italia e graduale riconversione della produzione esposta alla concorrenza indiscriminata.
Incentivo al consumo di prodotti agricoli a chilometri zero.
Sostegno a chi non delocalizza all’estero, alle PMI e all’artigianato di qualità come caratteristica della forza produttiva italiana.
Fermare il racket dell’abusivismo commerciale e dei capannoni-laboratorio clandestini soprattutto cinesi.

8 – RILANCIO DELL’ECONOMIA NAZIONALE PARTENDO DAL SUD ITALIA.
Investire nell’ammodernamento della Nazione e sulla capacità digitale.
Garantire le condizioni generali per l’attività imprenditoriale e per attrarre gli investimenti stranieri: giustizia civile efficiente; burocrazia snella; adeguato sistema logistico e infrastrutturale; tassazione equa.
Piano straordinario di potenziamento e ammodernamento del trasporto pendolare.
Piano pluriennale per dare al Sud Italia le condizioni infrastrutturali, logistiche, economiche necessarie alla crescita e allo sviluppo del territorio, non in un’ottica unicamente meridionalista, ma come fattore necessario a far ripartire l’intera economia nazionale.
Super deduzione per le aziende del Nord che aprono sedi secondarie nel Meridione.
Lotta alla criminalità, controllo del territorio.
Zero tasse per le imprese che operano nelle zone più disagiate.
Tasse al 10% per i pensionati italiani e stranieri che spostano la residenza nel Sud Italia.

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