Dichiarazione di Emanuele Ricucci

Il momento contingente dal punto di vista sociale e maggiormente economico, impone delle scelte di gestione oculate ed intelligenti. La strada da perseguire è quella delle riforme, del rilancio e delle manovre economiche votata al risparmio su larga scala. E’ tempo di “Spending Review”.

Da mesi ormai la retorica demagogica e populista in voga nella dialettica politica nazionale, parla di tagli su tagli. Questo gioco di taglio e cucito, però, sfiora tematiche delicate e molto pericolose.

Quasi nel silenzio mediatico più assoluto, si decide di tagliare anche con la sicurezza, nonostante i dati emergenti dai rapporti su criminalità e coesione sociale. Come? Dicendo addio a circa 265 presidi della Polizia di Stato e 300 strutture dell’Arma dei Carabinieri.

Nel piano di evirazione governativo, chiuderebbero i battenti circa una settantina di presidi della Polizia Postale, il cui operato, dalle frodi telematiche, passando per la lotta alla pedopornografia fino al cyber bullismo, risulta incredibilmente efficace, sempre una settantina, 72, distaccamenti della Polizia Ferroviaria (PolFer), tra cui il celebre “Terontola-Cortona” il medesimo in cui prestava servizio Emanuele Petri, il sovraintendente assassinato il 2 marzo 2003, sul treno Roma-Firenze, dalle nuove Brigate Rosse. A rischio anche il distaccamento viterbese di “Porta Fiorentina”.

Evidentemente 9 uomini, quindi in grave carenza di organico, che ogni giorno pattugliano arrestando fenomeni criminali su 110 km. di linea ferroviaria, sono “insufficienti”(…).
Sembrano dire addio alla pubblica sicurezza anche una cinquantina di Squadre Nautiche della P.S. ed i “Reparti di intervento della polizia stradale”, i c.d. RIPS, di Milano, Roma e Napoli, istituiti nel 2008 dall’allora Capo della Polizia, Antonio Manganelli.

Medesima situazione per l’Arma dei Carabinieri, il cui costante smembramento procede puntuale fin dal 2005. Effetti concreti? Un risparmio di 600 Milioni derivanti dal riassetto delle Forze dell’Ordine e 100 derivanti dalla riorganizzazione dei Vigili del Fuoco, altro corpo “martoriato” dal disinteresse. Questo il quadro per somme righe di un’epurazione rigida ed irrazionale.

A farne le spese? La società civile, la sicurezza pubblica. I sindacati marciano sul piede di guerra, con in testa il SAP, fino al 25 Marzo, data in cui verrà presentata una “Spending Review alternativa”, sicuramente più logica, ragionata, adeguata.

Si chiede una capacità di acquisizione unica di nuove unità, un numero unico di pubblica sicurezza con il conseguente accorpamento delle centrali operative “miste”, nonché l’abbattimento del blocco del “Turn over” , che impedisce il rinnovamento generazionale, “giovane” delle unità. Un inno alla moria continua.

Commissariati chiusi, personale sovraccarico, “Volanti e Gazzelle”, negli anni, ridotte nel numero costantemente, capacità di intervento celere relegate solo all’esperienza ed alla saggezza degli operatori e dirigenti territoriali, concorsi “bloccati”, strumentazioni tecniche e d’intervento vetuste, ridotte all’osso, blocco del “Turn Over”, il tutto suggellato dai dati sulla criminalità diffusa in aumento negativo (a preoccupare soprattutto quelli “telematici” e legati al consumo delle droghe tra i minori, nonché inerenti alla violenza sulle donne.

Eppur si taglia la sicurezza, annunciò Alfano spalleggiato dal commissario per la “Spending Review”, Cottarelli. Si destruttura l’apparato di contrasto alla criminalità, e lo si fa davvero, proprio quando basterebbe poco, oltre ogni forma retorico/populista, per rendersi conto che ce ne sarebbe da tagliare e da risparmiare di superfluo in questo paese. Eccome. Basti parlare di pensione, c’è chi l’ha “d’oro” e chi “invisibile”.

Emanuele Ricucci
Dirigente provinciale Fratelli d’Italia Viterbo

Comments are closed.

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑

WhatsApp chat