DA GIORGIO A GIORGIO, LA MELONI E GIAMPIERI A PIAZZA DELLE ERBE

“In Europa chi si sente fiero di essere italiano ha un’unica scelta: votare Fratelli d’Italia”

Da Giorgio a Giorgia: ieri sera a Piazza delle Erbe c’è stato l’ideale “passaggio di testimone” tra Almirante e la Meloni. Entrambi a guidare il popolo di destra, un popolo stanco di essere suddito dell’Europa e dei diktat della Merkel.

Sul palco, a Viterbo, anche il candidato alle Europee Massimo Giampieri. “Un candidato delle sfide impossibili – lo definisce la Meloni – che però ha già dimostrato di vincere di misura, come quando ha incassato il risultato trionfale della nomina a sindaco di Civita Castellana.”

Insieme, la Meloni e Giampieri, hanno dato voce alle innumerevoli problematiche che affliggono gli italiani e che sono ulteriormente peggiorate con l’ingresso in Europa. “In questa Europa che schiaccia la nostra nazione e la mette allo stesso livello di Grecia e Portogallo. Con un’unica differenza: l’Italia è la seconda potenza manifatturiera in Europa e forse una simile strategia, adottata dagli alti vertici, ha la precisa intenzione di mettere in ginocchio le nostre aziende per poi poterle acquistare ad un costo fortemente ribassato.”

“Il livello di sudditanza del’Italia all’Europa è diventato così elevato da sfiorare il paradossale – prosegue la Meloni – Siamo infatti arrivati al un punto in cui il presidente del Consiglio deve chiedere il permesso ai tedeschi per approvare delle misure d’intervento nel lavoro all’interno del nostro Paese, tra l’altro flagellato da un livello di disoccupazione mai toccato prima.

Quello che non capiscono i nostri governanti è che l’occupazione non si risolve aumentando o diminuendo la durata dei contratti a termine, ma ridando ossigeno all’ economia.”

Un obiettivo che, secondo la Meloni, passa necessariamente attraverso l’uscita dall’euro.
“Non è vero, secondo quello che affermano tutti coloro che fanno terrorismo psicologico, che l’uscita dalla zona euro comporterebbe conseguenze irreparabili per l’economia e la crescita.

Anzi, casomai è vero il contrario.

Ci sono infatti ben sette premi Nobel che hanno proclamato il fallimento della moneta unica così come è stata concepita, ovvero usando come parametro di riferimento il marco tedesco e diffondendolo in un’economia disomogenea e caratterizzata da forti squilibri tra un Paese e l’altro.”

Infine, concludendo con la penosa gestione da parte dello Stato della questione Marò, Giorgia Meloni ha chiuso con un appello: “In Europa chi è fiero di sentirsi italiano non ha che un’unica alternativa per far sentire la propria voce: votare Fratelli d’Italia.”

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