Buzzi: “Tuscia in jazz, Barelli si contraddice”

Leggo la risposta dell’assessore Barelli al direttore di Tuscia in jazz, Italo Leali, e, sinceramente, trovo delle incongruenze tra quello che dice e quello che fa.

La normativa è cambiata, verissimo, tant’è che l’assessore ha trovato al suo arrivo una bozza di regolamento sulla concessione dei contributi, predisposta dagli uffici e dalla vecchia amministrazione, che allora stava già affrontando il problema. Ricordo, infatti, che Barelli mi chiamò direttamente per avere notizie ed io mi resi disponibile per un passaggio di consegne, mai avvenuto…

Il problema, quindi, era noto e si stava dando una risposta concreta e il più possibile rapida allo stesso.

Quel regolamento è stato poi accantonato, per uno “sicuramente” più ampio riguardante anche i contributi allo sport, già regolamentati, e alle associazioni del terzo settore, anche in questo caso con un regolamento di indirizzo.

L’unificare il tutto, il non convocare le commissioni e l’assenza dell’assessore alle stesse non ha certo semplificato la cosa, anzi! Teniamo presente, inoltre, che lo stesso bando dell’estate e del settembre viterbese, senza spiegazioni, è stato prorogato dalla giunta Michelini, strozzando ulteriormente i tempi di programmazione. Lo stesso cartellone, secondo quanto affermato dal sindaco in persona durante uno degli ultimi consigli comunali, assente l’assessore Barelli, doveva essere portato in commissione il 31 luglio scorso, cosa disattesa.

Se non si fosse fatto il bando, l’amministrazione non avrebbe potuto programmare le iniziative e le relative risorse che ogni anno, caratterizzano questo periodo fino, e oltre, Santa Rosa.

Un lavoro serrato e concreto, invece, avrebbe portato all’approvazione del regolamento, almeno nel rispetto dei requisiti base della normativa, per essere successivamente magari integrato o migliorato.

Certo le norme vanno rispettate, senza regolamento non possono essere dati contributi. L’assessore alla cultura, però, avrebbe potuto valutare tutte le domande presentate, rispondere alle associazioni o enti proponenti, questo sta alla base di un corretto rapporto con l’ente pubblico, e, qualora valutata una iniziativa degna del supporto dell’amministrazione, creare un incontro proponendo magari soluzioni alternative, come la copertura per esempio di alcuni costi quali Siae, service, pubblicità ecc., partecipando di fatto alle spese.

Del resto cosa è accaduto per Ferento? Altrimenti come si spiega l’erogazione di quei fondi e il no a Tuscia in Jazz? Qual è la discriminante?

Non volendo fare i conti in tasca a nessuno, rimane difficile credere che ogni volta il sindaco e l’assessore si impegnino in prima persona, anche perché ora vedremo i conti e, quindi, l’eventuale esborso dichiarato…

Invito comunque Italo Leali a rivedere la decisione presa, sarebbe un danno per Bagnaia e più in generale Viterbo, una decisione che potrebbe essere seguita da molti, a discapito di tutta la cultura.

Luigi M. Buzzi
Consigliere FdI

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