5 Domande a Mauro Rotelli – Candidato al collegio uninominale della Camera dei Deputati

“5Domande” … Cinque semplici quesiti per permettere ai nostri candidati di raccontarsi.

Cinque domande che ognuno ha interpretato e per le quali ha offerto il suo personale punto di vista…

Un modo per raccontare la posizione politica ma anche la personalità di ognuno dei candidati per le elezioni del 4 Marzo. Cinque domande per sceglierli, conoscerli, votarli e farli votare.

Oggi pubblichiamo l’intervista a Mauro Rotelli, Candidato per tutta la coalizione di Centro Destra al collegio uninominale alla Camera dei Deputati.

 

Perché i Viterbesi dovrebbero votarti?

Penso che i miei 25 anni di attività politica siano il mio biglietto da visita.
Così come la mia attività professionale legata alla comunicazione e all’innovazione con l’occhio sempre rivolto al territorio.

Se devo provare a sintetizzare, mi candido con l’obiettivo di portare in Parlamento la Tuscia e per aiutarla a cogliere tutte le opportunità di un periodo di trasformazione straordinario.
Pieno di contraddizioni, certamente.
Mai come ora stimolante per chi ha idee e voglia di cambiare.

Quali sono le azioni che faresti per contrastare la sfiducia che i cittadini sembrano mostrare nei confronti della politica ?

La sfiducia dei cittadini nei confronti della politica ha una storia ormai lunga e noi tutti che la facciamo da anni, non siamo esenti da responsabilità.
Però sappiamo anche che non ci sono alternative praticabili.
Alla sfiducia si deve rispondere con maggiore impegno, con nuove idee, con soluzioni concrete ai problemi quotidiani che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.
Compito della politica è avere una visione.
Dobbiamo immaginare il futuro e trovare gli strumenti per realizzare gli obiettivi.
La visione diventerà lo strumento attraverso cui cambiare la nostra società.
Visione e futuro sono radicati fortemente nell’universo dei nostri valori, quelli che vengono da una storia lunga e gloriosa, che vogliamo innovare senza disperdere il senso profondo dell’eredità di chi ci ha preceduto.

Prendendo spunto dalla lodevole iniziativa della Befana Tricolore, avendo più mezzi, cosa faresti per la Sanità?

La questione delle risorse è una questione fondamentale.
Dobbiamo recuperare sovranità e riaprire quote di investimento che oggi ci sono precluse da troppi vincoli imposti dall’esterno.
Ma anche a risorse invariate, dobbiamo sapere che la Sanità è un settore cruciale per la crescita equilibrata di una società che va sempre più invecchiandosi e che fin da oggi ci impone di ripensare soprattutto le politiche di cura e assistenza.
Oggi si vive di più e meglio di quanto non accadesse solo pochi decenni fa.
Così cambiano le domande e necessariamente devono cambiare le risposte.
Io sono convinto che dobbiamo puntare, soprattutto in questo settore, sull’innovazione e su una capacità di immaginare il futuro che allarghi le prestazioni sanitarie migliorando l’efficienza delle strutture.
Condizione necessaria per immaginare politiche di sostegno alla natalità che rimettano in moto speranza e voglia di futuro soprattutto nelle giovani generazioni.
Per questo pensiamo ad asili nido gratuiti e con orari prolungati che tengano finalmente conto della trasformazione radicale della nostra società e che, insieme a bonus fiscali e a sostegni specifici al reddito, aiutino chi fa la scelta di avere un bambino.

A tuo avviso quali sono le azioni immediate per migliorare il futuro dei cittadini ?

Io vedo davanti a noi sfide ed opportunità.
Non voglio smettere di immaginare positivamente il futuro.
Lo faccio ogni giorno nella mia attività professionale: incontro aziende, incontro amministratori, e a tutti racconto la trasformazione, soprattutto legata al digitale, che ci sta cambiando.
Tutti, anche quelli che non vorrebbero e che si tengono lontani da questi temi.
Quindi, per me, sono prioritari gli interventi sul fronte dell’innovazione che hanno ricadute immediate sulla qualità della vita delle persone e sul fronte della sicurezza.
Su questo punto voglio esser chiaro: la sicurezza è un tema strategico e che va ben oltre la dimensione repressiva di fenomeni intollerabili.
È la condizione per far crescere un paese, per far sentire i cittadini membri di una comunità, per consentire alle imprese di creare lavoro e nuove opportunità.

In che modo contribuiresti da subito a risollevare il problema della disoccupazione specialmente per gli over 30 ?

Direi ai ragazzi di studiare, di formarsi, di conoscere ciò che sta accadendo intorno a noi.
E di sperimentare, lanciarsi, non aver paura di sfidare se stessi per dare gambe ai propri sogni.
È compito della politica creare le condizioni perché ciò accada, dando a tutti una possibilità e premiando il merito.
Per chi ragazzo non è più e soprattutto per chi ha perso il lavoro durante questi anni di crisi feroce, penso che dobbiamo attivare tutte le misure utili a sostenerne il reddito e immaginare percorsi di reinserimento al lavoro che valorizzino le competenze acquisite integrandole con quelle, necessariamente nuove, utili a ricollocarsi.
Non dobbiamo nasconderci che il mondo intorno a noi è cambiato così radicalmente.
Dobbiamo trovare velocemente risposte nuove a problemi vecchi.
Le scelte di governo di questi ultimi anni non hanno certamente aiutato.
Per noi è prioritario ridare fiato all’economia con un piano straordinario che parta da meno tasse e meno burocrazia (si può fare, anche se sembra solo uno slogan elettorale) passando per la difesa del made in Italy e per nuove politiche sociali in cui un ruolo strategico hanno la scuola e la formazione.
Un ricetta che avrebbe risultati straordinari anche sul nostro territorio, ricco di eccellenze e di tesori che aspettano solo di iniziare una nuova storia.

Comments are closed.

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑

WhatsApp chat